Selezione Quotidiana di Articoli Vari

Manifestazione Pd, la piazza è pronta. Ma nessuno vuole stare “dietro” a Martina


DOMENICA RISCHIO FLOP – TRENI E PULLMAN PER SCONGIURARE LA SCARSA AFFLUENZA

 

(di Wanda Marra – Il Fatto Quotidiano) – Contrordine (ex) compagni: la manifestazione non sarà sabato 29, ma domenica 30. È iniziata così la stagione del Pd. Con la piazza convocata “per l’Italia che non ha paura” che in realtà di paure dem ne evoca non poche. Prima di tutto, quella che alla fine in Piazza del Popolo, a Roma, domenica pomeriggio (appuntamento ore 14 e 30) non ci sia esattamente il pienone. E poi, c’è la questione palco.

L’iniziativa è stata del segretario, Maurizio Martina. Il quale non sa fino a quando rimarrà al suo posto, ma nel frattempo prova a porsi come l’uomo che unisce. Missione impossibile.

Intanto, è partita l’organizzazione di pullman e treni. Con quali risultati, si vedrà. E poi c’è la questione palco. Prima di tutto, nel senso tecnico del termine: come verrà montato? Quanto sarà grande? Obiettivo numero 1, evitare l’effetto vuoto.

Poi, c’è il discorso “format”: chi parlerà? Premessa: tutti i big hanno fatto sapere che parteciperanno. Dunque, ci saranno Matteo Renzi, Nicola Zingaretti, Carlo Calenda, Paolo Gentiloni. Tensioni garantite: i due ex premier non si parlano più, l’ex ministro dello Sviluppo economico si è visto rifiutare platealmente il suo invito a cena, con dileggio generale annesso e connesso; il Governatore del Lazio si è candidato a un congresso senza data e sta facendo lo sforzo titanico di tenersi il più lontano possibile dalle dinamiche interne al Pd.

E dunque, l’idea di Martina è far parlare “gente normale”. Per adesso, sicuri sono “un giovane” e “uno dell’Ilva”. Tipo salvatore della patria, ci sarà Federico Romeo, presidente del municipio genovese di Polcevera. Un 26enne che si è dato molto da fare dopo il crollo del ponte Morandi e che in questo momento viene considerato il volto più presentabile del Pd. Per adesso, il casting ha prodotto queste presenze. Poi, ci sono i sindaci: qualcuno è stato anche invitato a parlare, di molti è stata sollecitata la presenza. Entusiasmo nelle risposte? Zero.

Quel che è certo è che a chiudere sarà Martina. Anche qui, i precedenti non sono grandiosi: a seguire l’intervento di Renzi alla Festa nazionale dell’Unità di Ravenna non c’era nessuno della segreteria Martina. Così come al comizio di chiusura del segretario non c’era praticamente nessuno del gruppo dirigente. Dunque, al Nazareno si riflette: sarà il caso di chiedere ai dirigenti presenti di salire sul palco alla fine oppure è meglio non rischiare di mostrare vistosi buchi, con gente che si sottrae all’invito?

Al Lingotto di Torino, organizzato da Renzi a inizio 2017, il segretario chiamò tutti a salire sul palco. Paolo Gentiloni, allora premier, non era entusiasta, ma seguì l’indicazione. Rispetto a oggi, bei tempi. Ora lo sfilacciamento è costante e continuo. Senza contare che esce fuori un candidato alla settimana. Soprattutto in area renziana.

In questa fase, tocca alle donne farsi avanti. Negli scorsi giorni, Calenda ha lanciato Roberta Pinotti. Ieri, Elisabetta Gualmini si è proposta. Anna Ascani prima ha raccontato al Foglio che il volto del renzismo sarebbe stato lei e quando l’ha visto scritto, l’ha smentito con rabbia. Teresa Bellanova doveva essere l’asso nella manica di Renzi, ma pare non scaldi. “La” donna prescelta, d’altronde, era Maria Elena Boschi: ma pure lei è stata testata, con esiti impietosi. Astro definitivamente caduto.


Napoli, Slow Food: il ristorante Umberto, riconferma la Chiocciola


LA CUCINA DI UMBERTO è SEMPRE PIÙ SLOW FOOD!
il Ristorante di Via Alabardieri (NA) consegue per la quarta volta la Chiocciola
Il massimo riconoscimento della guida Osterie d’Italia 2019 di Slow Food

 

Tra i locali che condividono da sempre i valori che contraddistinguono la filosofia Slow Food tali da meritare l’ambita chiocciola, massimo riconoscimento della guida Osterie d’Italia 2019 di Slow Food, svetta il Ristorante Umberto di Napoli, in via Alabardieri.

A ritrare l’attestato, che affranca il conseguimento della Chiocciola, Lorella Di Porzio, con suo figlio Luca, testimone della quarta generazione dei fondatori di Umberto. La cerimonia di presentazione dell’edizione 2019 della Guida Osterie d’Italia si è tenuta, come da rito, al Salone del Gusto al Lingotto di Torino.

È un grande onore per la famiglia Di Porzio essere insigniti per il quarto anno consecutivo dalla Chiocciola dalla guida ‘Osterie d’Italia’ di Slow Food, un riconoscimento ambito da ben 1616 locali dislocati in tutto Belpaese e annoverati nella guida. Duecentocinquanta le ‘chiocciole’ conferite ai locali che portano alto il vessillo del mangiarbene all’italiana e dell’accoglienza.

A tal proposito -afferma- Massimo Di Porzio: “L’attenta selezione dei prodotti del territorio e dei presidi Slow Food, il rispetto dei tempi della stagionalità e l’accoglienza hanno contribuito certamente a tale riconoscimento, tutt’uno con lo sforzo di non abbassare mai lo standard qualitativo delle materie prime. Particolare attenzione è stata sempre dedicata alla selezione dei vini rappresentata dalla nostra carta elettronica ‘iVini’, che premia in particolar modo i  vini campani premiati dalla condotta Slow Wine.”

Tra i tanti Presidi campani, utilizzati nei piatti di Umberto e che rispecchiano i tre precetti della filosofia Slow Food “buono, pulito e giusto” i più rappresentativi sono: la Cicerchia Flegrea, le Alici di Menaica, la Colatura di Alici di Cetara, il Fagiolo di Controne, il Cacioricotta del Cilento, il Pecorino di Laticauda e il Caciocavallo Podolico, senza dimenticare le ‘amate’ Papaccelle Napoletane, che si sposano perfettamente con il Baccalà Fritto. Tra i salumi: la Salsiccia Rossa di Castelpoto e la Soppressata di Gioi, autentici gioielli del patrimonio gastronomico campano.

La selezione dei Presidi Slow Food ha permesso di creare piatti di straordinaria bontà come: gli Gnocchi di Patate con Peperoncini Verdi, Pomodorini e Cacioricotta del Cilento, Baccalà Scottato con Vellutata di Cicerchie Flegree alla ‘Maruzzara’, la Pizza ‘Antica Napoli’ (dal corricolo di Alexandre Dumas!) con Alici di Menaica e Cacioricotta del Cilento, Spaghetti con la Colatura di Alici, Crema di Melanzane e Pomodorini Gialli Confit, Pasta e Fagioli di Controne alla ‘pescatora’, Baccalà Fritto in Pastella e Papaccelle Napoletane.

Con orgoglio ed onore, il Ristorante Umberto porta avanti una vera e propria missione culinaria con l’obiettivo di “riconsegnare alla tavola il gusto e il piacere della gola” [cit. Manifesto Slow food, 1987], con la giusta lentezza, tipica della chiocciola.

 

Vi aspettiamo in Via Alabardieri n°30, 80121 Napoli (NA)
Per info: Tel. 081 418555 sito: www.umberto.itinfo@umberto.it  Fb: Umberto.it
Relazioni stampa: roberta.raja@gmail.com, press@guyotmedia.it


Sondaggi, Governo Lega-M5S cresce ancora. PD nuovo crollo


(affaritaliani.it) – Lega sempre al primo posto, sopra al 32% con con un trend in leggera crescita (+0,4%), M5S secondo e stabile con il 28,6%. È quanto emerge dal sondaggio SWG per il Tg di La7 che colloca dunque il governo Lega-M5S al 60,6%.

Il Pd continua a calare: scende al 16,3% (dal 16,9% della scorsa settimana), mentre Forza Italia è in recupero e torna sopra l’8% (8,3%), mentre – sempre secondo il sondaggio SWG – Fratelli d’Italia scende ancora (al 3,7%). Perdono lo 0,1% +Europa (di Emma Bonino) al 2,5% e Liberi e Uguali al 2,4%. Scende Potere al Popolo: 2,2% (-0,4%). Il 33% degli intervistati non si esprime.

SONDAGGIO SWG, GOVERNO LEGA-M5S SOPRA IL 60%. LA TABELLA

sondaggio swg la7SONDAGGIO SWG DEL 24/9/2018 PER IL TG LA7

SONDAGGIO SWG 17/9/2018: LEGA SCENDE, M5S SALE. GOVERNO LEGA-M5S SOPRA IL 60%

Seconda flessione consecutiva della Lega che scende al 31,5%, lo rivela il sondaggio Swg realizzato ogni lunedì per conto del TgLa7. Il M5s guadagna quasi un punto e si porta al 28,7%. Il governo Lega-M5S si mantiene sopra al 60% del gradimento (come aveva attestato anche il sondaggio Demos dei giorni scorsi: vedi sotto).  Il Pd scende sotto al 17%. In calo Forza Italia, cresce invece Fratelli d’Italia. Infine, Potere al Popolo e Più Europa sono al 2,6%  e Liberi e Uguali al 2,5%.

SONDAGGIO SWG 17 SETTEMBRE

SONDAGGIO SWG PER IL TG LA7

Sondaggi 17/9/2018, Lega vola. Governo Lega-M5S al 60%. Conte-Salvini-Di Maio al top

La Lega di Matteo Salvini è il primo partito in Italia, per consensi. Secondo il sondaggio di Demos per Repubblica, condotto negli scorsi giorni, ha superato, di poco, il 30%. M5S è sceso al 29,4%. Ha perso 3 punti, rispetto alle elezioni del 4 marzo. E poco meno di 2, negli ultimi 4 mesi. LdS e M5S, insieme, sfiorano il 60%. Gran parte degli elettori italiani, dunque, è dalla loro parte. Di Maio cresce in popolarità. Esecutivo promosso dal 62%. Bene Gentiloni, male Renzi, secondo quanto riporta Ilvo Diamanti.

Sondaggi 17/9/2018, Lega primo partito al 30%. Pd scende ancora (17%) ma doppia Forza Italia. Renzi giù. SONDAGGI POLITICI I NUMERI

Il Pd scende ancora (17%) ma doppia Forza Italia all’8,7%. Dispersi gli altri partiti: Liberi e Uguali non arriva al 3% e anche Fratelli d’Italia cala notevolmente, attestandosi al 2,7%.

Sondaggi, Giuseppe Conte al 61%, Salvini al 60%. Di Maio cresce +15%

Il premier, Giuseppe Conte, è, infatti, apprezzato dal 61% degli italiani, intervistati da Demos. Matteo Salvini, il ministro degli Interni, e capo della Lega, raggiunge, a sua volta, il 60%: 8 punti in più negli ultimi 4 mesi. vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio: la sua popolarità durante l’estate è salita di ben 15 punti, attestandosi al 57%.


Latina: assaggiatori di Olio, il corso del CAPOL


Dal 15 al 27 Ottobre, presso il Consorzio ASI di Latina. 7 giornate formative per un totale di 35 ore. Novità dell’edizione 2018: il modulo dedicato alle proprietà nutraceutiche dell’olio extravergine di oliva.

Nell’ambito delle proprie attività formative il CAPOL – Centro Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina, in collaborazione con l’ASPOL – Associazione Provinciale Produttori Olivicoli Latina, organizza il Corso professionale riconosciuto per Assaggiatori di Olio Vergine ed Extravergine d’oliva – edizione 2018, rivolto a produttori, frantoiani, commercianti del settore, ristoratori, tecnici e appassionati. L’iniziativa è patrocinata dalla Camera di Commercio di Latina e dal Consorzio per lo Sviluppo Industriale Roma-Latina.

Gli incontri si svolgeranno dal 15 al 27 Ottobre 2018 presso la Sala Conferenze ASI (Strada Carrara 12/A, Località Tor Tre Ponti, Latina). Sono previste 7 giornate formative (15, 17, 19, 20, 23, 25, 26, 27 Ottobre) per una durata complessiva di 35 ore. La domanda, debitamente compilata su apposito modello e corredata dalla fotocopia di un documento d’identità, dovrà pervenire al CAPOL per e-mail (capol.latina@gmail.com) oppure tramite Fax (0773.690979). Contatti: 329 812 0593 e Pagina Facebook del CAPOL.

In programma laboratori pratici di assaggio e analisi organolettica, visita didattica in frantoio, lezioni teoriche sul quadro normativo nazionale e comunitario e utili approfondimenti sui metodi di valutazione sensoriale degli olii e sulle tecniche di coltivazione, trasformazione, confezionamento, etichettatura e conservazione. Quest’anno è stato introdotto un modulo dedicato alle proprietà nutraceutiche dell’olio extravergine di oliva.

Interverranno in aula: Luigi Centauri, Presidente del CAPOL e Capo Panel CAPOL; Alberto Bono, agronomo; Paolo Mastrantoni, consulente per le aziende olivicole; Maurizio Servili, professore ordinario dell’Università degli Studi di Perugia – Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali; Alessandro Rossi, Presidente LILT Sez. Latina – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori; il team di assaggiatori professionisti del CAPOL.

Al termine del percorso si svolgerà la cerimonia ufficiale di chiusura dei lavori presenziata dalle autorità territoriali. Tutti gli iscritti riceveranno l’attestato di partecipazione mentre a coloro i quali hanno superato le prove d’esame verrà consegnato il diploma di Idoneità Fisiologica che permetterà agli interessati di accedere al 2° livello, necessario per l’iscrizione all’Elenco nazionale di tecnici ed esperti degli oli di oliva vergini ed extravergini.


Andrea Scanzi: “Silvio e il tramonto di un leader orfano di se stesso”


(pressreader.com ) di Andrea Scanzi – C’è un momento in cui devi smettere, possibilmente all’apice, e quel momento non lo “senti” mai. O forse lo senti, ma proprio per questo ti ostini ad andare avanti, illudendoti che il tempo non sia passato. Capita ai campioni, anche quelli più grandi, e pure ai malati di onnipotenza. Quindi anche a Silvio Berlusconi.

È difficile immaginare un viale del tramonto più mesto di quello che lo vede da anni protagonista (si fa per dire). L’età e gli acciacchi, che non fanno sconti neanche agli Unti del Signore, hanno amplificato un crepuscolo che sarebbe arrivato comunque: forse non così male, però.

In campagna elettorale Berlusconi ha collezionato gaffe e raccontato storie stravaganti sui clandestini che entrano di nascosto in casa delle pensionate, bevono l’olio (?) dal frigo (??) e lasciano le impronte (???) sul collo della bottiglia. Dopo le consultazioni al Quirinale, ha questuato scampoli di fama “contando” gli interventi di Salvini, con la Meloni che lo guardava come una nipote guarda il nonno mezzo rincitrullito.

Due giorni fa Berlusconi è tornato in scena. Lo ha fatto dallo strapuntino di Fiuggi, ospite di nessuno e dunque di Tajani, uno che negli anni d’oro (tanti, troppi) del berlusconismo era una comparsa di terza fila e che in pieno Sessantotto faceva il diciottenne pasionario monarchico (no, non è una battuta).

Nel bel mezzo di cotanta tristezza, Berlusconi è apparso in tutta la sua stanchezza. Accartocciato e incartapecorito. Sembra impossibile, tenendo conto che in vent’anni e più ha sfasciato – politicamente e ancor più moralmente – questo Paese, ma faceva tenerezza.

Acclamato da una folla che lo avrebbe applaudito anche se avesse detto solo “Fava”, e per inciso sarebbe stato un discorso assai più convincente, il Cavaliere ha sciorinato le solite frasi fatte d’ordinanza. Ovviamente si è scagliato contro le “nefandezze” dei 5 Stelle: “Questo governo e in particolare il Movimento 5 Stelle sono nemici della libertà (…) Il M5S si sta rivelando peggiore di quanto immaginavamo, peggiore della sinistra, nemico delle imprese e delle infrastrutture, propenso alle nazionalizzazioni”.

Ha poi attaccato il portavoce di Conte: “In una democrazia il signor Casalino dovrebbe stare già fuori con la valigia in mano”. E ha dato spazio alle paure personali: “Hanno annunciato misure sui tetti pubblicitari che farebbero chiudere Mediaset il giorno dopo e limitano la libertà delle imprese che vogliono decidere dove meglio allocare la loro pubblicità”.

Berlusconi ha straparlato poi di deficit da non sforare, lui che quando poteva lo sforava sempre. Infine ha annunciato – convinto che a qualcuno interessasse – la candidatura alle prossime Europee, note non a caso come “cimitero degli elefanti”. Quel che resta di Silvio non ha lesinato frecciate a Salvini, che dopo le finte rassicurazioni dei giorni precedenti ha ribadito ad Atreju quel che tutti sanno: oggi Forza Italia è la ruota di scorta della Lega e serve unicamente in funzione comunale e regionale.

Sul piano nazionale, Berlusconi conta sempre meno. È vero che il Caimano si è più volte inabissato, tornando poi più vivo (e spietato) che mai: guai a darlo anzitempo per finito. Mai come adesso pare però prossimo ai titoli di coda di una carriera politica (purtroppo) fortunatissima.

A Fiuggi, Berlusconi era un leader oltremodo postumo di se stesso. E il paradosso è che gli oppositori (veri) si sono stancati così tanto di combatterlo che, nel frattempo, gli (ci) è pure passata la voglia di esultare.

Forse perché siamo troppo buoni.
O forse perché avremmo preferito una vittoria diversa.

Il Fatto Quotidiano – 25 settembre 2018


Panico tra i renziani: Zingaretti vola (e tra Boschi e Lotti è guerra totale)


I sondaggi danno il Governatore del Lazio in testa come leader del Pd. E, tra i renziani, è scontro tra Boschi e Lotti. Appoggiare o no il candidato più forte?

(Giulio Scranno – linkiesta.it) – Quello che fino a pochi giorni fa potevamo chiamare tensione, da qualche ora si sta trasformando in panico totale. Non si può descrivere con un’altra parola lo stato d’animo in casa renziana, dove i timori di essere spazzati via al congresso del Pd si fanno sempre più difficili da controllare. L’ultima mina, in ordine di tempo, è il sondaggio pubblicato lunedì 24 settembre dal Fatto Quotidiano, secondo cui Nicola Zingaretti non avrebbe rivali nella corsa alla leadership del partito, staccando nettamente tutti gli altri, a cominciare proprio da Matteo Renzi. Il quale, intuita l’aria che tira, sembra davvero convinto, questa volta, di dare seguito alle sue parole e non candidarsi alle primarie. Gettando tutti i suoi parlamentari-ultrà nello sconforto.

“A questo punto – ci dice una fonte dell’inner circle dell’ex segretario – la paura è che il congresso possa essere davvero un disastro. A partire dalle assise locali e regionali. Se in Toscana Matteo, mettendosi pancia a terra in prima persona, sembra essere riuscito a far passare la candidatura di Simona Bonafè, non si può certo dire la stessa cosa per le altre regioni”.

Lo si capirà presto. Entro la fine dell’anno – se davvero le primarie si consumeranno a gennaio 2019 come ha più volte anticipato Maurizio Martina – si capirà che piega ha preso il Pd. E se i congressi regionali dovessero “cambiare verso”, per i tanti parlamentari dem legati a doppia mandata a Renzi si metterebbe davvero male, specie se si dovesse andare al voto in anticipo rispetto alla scadenza del 2023. Perché non avrebbero più alle spalle i loro territori e perché, se così stanno le cose, non avrebbero neppure un leader (o anche un Orfini) disposto a fare i salti mortali per garantirsi la loro fedeltà, regalando loro un posto nelle agognate liste elettorali.

“In questa fase – spiega la nostra fonte – l’unico che sembra avere la lucidità per capire che, così facendo, si va a sbattere contro un treno, è Luca Lotti. Forse anche grazie al fatto che il suo principale consigliere è quell’Antonello Giacomelli cresciuto all’ombra di Dario Franceschini, Lotti è convinto che sia il caso di tentare la strada dell’accordo con Zingaretti. Il rischio, in caso contrario, è la fine del renzismo”. Secondo l’ex ministro dello Sport, sostenere il governatore del Lazio è l’unico modo per non perdere, non solo la leadership nazionale, ma anche il controllo dei territori e quindi, in prospettiva, dei gruppi parlamentari. Certo, che Zingaretti accetti di buon grado la possibilità di avere un “cappello” così ingombrante sopra la testa è tutto da verificare. “Nicola non accetterebbe mai dei condizionamenti pesanti a livello politico e soprattutto non si fida per niente dei renziani, che dal giorno dopo potrebbero cominciare ad attaccarlo come hanno fatto con Martina”.

Non tutti, però, sono convinti che questa sia la strada giusta. E siccome i renziani che contano, oltre a Renzi, sono solo due, è facile immaginare il nome il nome e il volto di colei che si oppone alla soluzione dell’accordo. “La Boschi non molla – racconta la nostra fonte – non si sente affatto garantita da un’eventuale intesa con Zingaretti. Teme che dietro ci sia un disegno troppo penalizzante e soprattutto ha paura che la nuova linea politica possa coincidere con la ricerca di un ponte con il Movimento Cinque Stelle, cosa a cui lei, in prima persona, si è opposta fin dall’inizio”. Secondo i ben informati, l’ex madrina delle Riforme è disposta a tutto, anche a scendere in campo per le primarie. Il rinnovato e crescente attivismo mediatico delle ultime settimane sarebbe la conferma di questa tesi. “Che le ambizioni di Maria Elena fossero elevate non è mai stato un segreto”. D’altronde un altro nome, al momento, non c’è. E sembra non esserci neppure all’orizzonte, dato che nessuno ha l’autorevolezza per gestire una situazione così intricata e delicata.

Salvare il renzismo, questo l’obiettivo comune di Lotti e Boschi. Con due approcci completamenti opposti. Il primo è convinto che lo si salverà solo facendo accordi con gli avversari interni, la seconda che invece sia inevitabile arrivare allo scontro finale. Ed ora tutti attendono la parola definitiva di Renzi.


Totò, Peppino …e la Morani


(pressreader.com) – Da tempo denunciamo la pericolosa assenza di opposizione al governo Conte, a parte quella che quotidianamente si fanno i ministri del medesimo. Ma ora, fortunatamente, l’emergenza è passata. Due video, inviatici da un amico che frequenta i social, testimoniano la vigorosa, arrembante riscossa del Pd al seguito di un’agguerrita pattuglia di nuovi e soprattutto nuove leader destinati, ma soprattutto destinate, a riaprire una partita che pareva chiusa per sempre e a mettere a dura prova la maggioranza gialloverde. Stiamo parlando, casomai non l’aveste capito subito, di Alessia Morani, Alessia Rotta, Anna Ascani e Franco Vazio, comunicatori coi fiocchi (altro che Casalino) e protagonisti di due vibranti cortometraggi-denuncia di chiara ispirazione neorealista, nella migliore tradizione del cinema d’impegno. Nel primo, dedicato alla ributtante rapina governativa dei fondi per le periferie, la Morani – che è un po’ la caposcuola della nuova cinematografia dem – compare accanto alla Ascani in uno scantinato illuminato da una finestra alle loro spalle, ottenendo un suggestivo effetto controluce, tipo vedo-non vedo. Lo spazio è angusto, forse per via delle ristrettezze del fu Pd. Di talché le due renziane sono costrette a stringersi un po’, come le gemelline di Shining, ma senza pregiudicare l’efficacia del messaggio. Alessia e Anna parlano un po’ per una, come Qui Quo Qua, e quella che momentaneamente tace guarda la gemellina parlante e fa sì sì con la testolina. “I cittadini saranno sempre più soli”, sì sì. “Le imprese non potranno più investire”, sì sì. “Cari grillini e leghisti, dovete passare dal governo del dire al governo del fare”, sì sì. “La pacchia dell’opposizione è finita”, sì sì. Roba che nemmeno la telenovela “Turbamenti” di Mai dire gol.

Il video, pubblicato sui rispettivi profili Twitter, dovrebbe registrare il consueto fifty fifty di commentatori pro (gli elettori Pd) e contro (i troll di Casaleggio, o di Putin che è lo stesso). Invece Anna e Alessia riescono nell’impresa di totalizzare quasi il 100% di dissensi. “Un consiglio: mettete una luce davanti ai vostri volti, non alle spalle. Tutti siamo preoccupati perché sembrate sequestrate”. La Morani ribatte: “Non abbiamo i potenti mezzi di Casaleggio e Salvini”. Ma quello insiste: “Non c’entrano i potenti mezzi. Basta mettersi la finestra davanti e non alle spalle”. “Sarà per la prossima volta”, fa lei, ma lui incalza: “Brava, la prossima volta lo faccia con la luce davanti, ma soprattutto rivolga le accuse ai suoi senatori che hanno votato compatti quell’emendamento, che posticipa i fondi a enti locali che non hanno progetti pronti, ma non li annulla”..

Già, perché l’orripilante norma denunciata dalle gemelline l’ha votata compatto il Pd, Renzi in testa, ovviamente a loro insaputa. Altri segnalano la “musichetta da film porno in sottofondo”, postano il fumetto delle sorelle di Cenerentola, trovano che “avete la stessa credibilità di Cip e Ciop”, mentre l’autore delle frasi di Osho si scompiscia: “La strategia sit-com sta funzionando bene, me pare”. Insomma, un trionfo.

Visto lo strepitoso successo della prima sit-com, la Morani ne fa un’altra cambiando il cast: lei c’è sempre perché funziona alla grande, ma al posto della Ascani ci sono la Rotta e Vazio. Hanno scoperto un fatto “di gravità inaudita”, anzi “terribile”, infatti vibrano tutt’e tre di sdegno: Salvini ha riunito 200 parlamentari e amici leghisti nella sua residenza ministeriale offrendo porchetta a volontà. E non una porchetta qualunque: quella “di Ariccia”, non so se mi spiego. Gli interrogativi, che anticipano un’interpellanza parlamentare al governo, si sprecano. Il Trio Lescano se li divide equamente: uno a testa. Vazio: “Chi ha pagato (la porchetta, ndr)?”. Morani: “E la luce chi la paga?”. Rotta: “E i funzionari chi li pagano?” (testuale). Anche nell’eventualità che offrisse Salvini, tuona Vazio, “rimane un problema di merito: nel mentre in cui (sic, ndr) i sindaci venivano rapinati sulle periferie, loro festeggiavano”. “Si può utilizzare un (sic, ndr) spazio pubblico? Non si profila il reato di peculato?”, domanda la Rotta agli altri due, “perché gli avvocati, i giuristi siete voi”. La Morani alza le mani, come a dire: “Non guardare me” (peccato che dal profilo Twitter risulti “avvocato”). Insomma “qualche problema ci sono” (ri-sic).

Anche per questo video, commenti unanimi. “Alla Lidl hanno messo le zappe a 4,99 euro, dovreste approfittarne”. “Totò, Peppino e la porchetta”. “Se è questa l’opposizione, Lega e M5S stanno tranquilli al governo per 500 anni”, “Troppo comici, all’inizio ho pensato a un video ironico della Lega, poi ho capito che la cosa era seria. Muoio!”. “Siamo ai livelli di ‘Pedro bevi qualcosa’”. “Ahi, stavolta il Pd ha trovato il grimaldello per scardinare l’odiato governo: dopo il Watergate, il Porchettagate”. “Che belli Mimì, Cocò e cacm ’o cazzo”. “Stanate la talpa che ha trafugato questo imbarazzante video e l’ha reso pubblico per danneggiare il Pd”. “Quante volte l’avrete provata prima per far uscire questa ciofeca stile Bollywood?”. “All’Actor Studio je fate ’na pippa”, “Se la Taverna guarda ’sto video, fa il confronto e j’aumenta l’autostima”. “Che teneri, mi avete ricordato le recite delle elementari”. “Non ho capito, è il trailer di una nuova serie tv?”. “Sembrate la brutta copia di ‘Tre cuori in affitto’!”. Altri evocano cene senza porchetta ma con menu più sostanziosi e chiedono lumi su quelle pagate da Buzzi, dei voli di Stato dell’altro Matteo per le vacanze d’inverno, dell’Air Force Renzi ecc. Ma è chiaro che li manda tutti Putin. Si attende a minuti una nuova sit-com contro il “vergognoso taglio dei fondi ai disabili” denunciato da Maurizio Martina e realizzato dal governo Gentiloni di cui lui era ministro. Per completare la trilogia. Seguirà il trapianto di faccia.

“La questione Morani”, di Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano del 25 settembre 2018


Draghi ha un nuovo hobby: picchiare sul governo italiano


(Beda Romano – ilsole24ore.com) – In un momento di evidente nervosismo nella maggioranza che sostiene il governo Conte a proposito della prossima Finanziaria, il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi è tornato a dirsi preoccupato da un dibattito che ha un impatto notevole sui mercati finanziari e quindi sul costo del debito per imprese e famiglie. Il ministro delle Finanze Giovanni Tria deve trasmettere la bozza di bilancio alla Commissione europea entro metà ottobre.

«Come ho detto la settimana scorsa – ha spiegato il banchiere centrale, rispondendo a una domanda sulla prossima Finanziaria dinanzi alla commissione affari monetari del Parlamento europeo – occorre aspettare i fatti, ovvero la presentazione del disegno di legge di bilancio e la discussione parlamentare. Entrambi sono momenti importanti e delicati. Ho detto (di recente, ndr) che le parole hanno fatto danni perché le famiglie e le imprese pagano tassi più alti di quelli di prima».

A differenza che in Germania la settimana scorsa, il presidente dell’istituto monetario ha voluto questa volta offrire ai deputati europei interessanti cifre. Secondo Mario Draghi, da aprile in poi – ossia sulla scia delle elezioni legislative del 4 marzo – le banche hanno aumentato il costo dei prestiti alle piccole imprese di 20 punti base. Per quanto riguarda le emissioni obbligazionarie delle grandi imprese, sempre in Italia, i costi sono aumentati di 64 punti base.

«Non sono solo i tassi del credito bancario ad essere aumentati – ha aggiunto Mario Draghi – ma sono diventate più esigenti le condizioni relative alle garanzie e alle clausole contrattuali. Questa è la situazione. Mentre le imprese degli altri paesi continuano a pagare tassi che erano quelli di prima, forse anche più bassi».

La risposta è giunta sulla scia di una domanda dell’eurodeputato italiano, Fulvio Martusciello (membro di Forza Italia), relativa al prossimo bilancio dello Stato.

Come detto, non è la prima volta che il banchiere centrale fa notare come il dibattito politico sulla prossima Finanziaria così come l’incerta politica economica del governo Conte stiano influenzando negativamente i mercati e provocando costi inattesi per imprese e famiglie. Quando lo fece notare a metà mese, il vicepremier Matteo Salvini aveva risposto: «Conto che gli italiani in Europa facciano gli interessi dell’Italia come fanno tutti gli altri paesi, aiutino e consiglino e non critichino e basta».

Nella sua regolare audizione parlamentare, Mario Draghi è stato costretto a difendere la politica monetaria della Bce, criticata da alcuni deputati che la ritengono favorevole all’Italia: «Non è assolutamente vero che la Bce abbia offerto all’Italia dei prestiti, la Bce ha comprato dei titoli sovrani e dei titoli di società in ogni paese a seconda della nostra chiave di versamento del capitale. Non c’è alcun privilegio nei confronti di un paese (…) Noi facciamo la politica monetaria per tutti i paesi (…) Non in un paese o in un altro».

Come detto, il governo italiano deve presentare entro metà ottobre una bozza di bilancio. Secondo le regole europee l’Italia dovrebbe ridurre il deficit strutturale dello 0,6% nel 2019, ma le stesse norme le danno margini per diminuire il disavanzo di appena lo 0,1 per cento. Mentre il ministro Tria vuole rispettare le regole comunitarie, i due partiti che sostengono il governo – la Lega e il Movimento Cinque Stelle – vogliono finanziare le loro promesse elettorali aumentando l’indebitamento.


L’ordine dei giornalisti avvia un’istruttoria su Rocco Casalino


L’Ordine dei giornalisti della Lombardia ha avviato l’iter per la trasmissione al Consiglio di disciplina territoriale del file audio registrato dal portavoce del presidente del Consiglio, Rocco Casalino, nell’esercizio delle sue funzioni e destinato a un giornalista. Ne dà notizia il presidente dell’Ordine lombardo, Alessandro Galimberti.

Il Consiglio di disciplina territoriale dovrà verificare, nell’ambito dell’autonomia riconosciutagli dalla legge  138/2011, se le dichiarazioni del giornalista professionista Casalino, il loro tenore e l’uso del linguaggio siano pertinenti, continenti e compatibili con gli articoli 2 e 11 della legge professionale n. 69 del 3 febbraio 1963.


Volalto 2.0 Caserta: nominati i dirigenti medici che seguiranno la squadra


Ennesimo colpaccio messo a punto dal presidente Turco con le nomine dei dirigenti medici che seguiranno la Volalto 2.0 Caserta in questa stagione sportiva.
Si tratta di due nomi illustri della medicina campana, di grandissimo livello e di alto spessore, marito e moglie.

Il primo dirigente è la dottoressa Filippina Ciaburri, specialista in cardiologia ed in geriatria, attualmente dirigente medico di medicina interna all’ospedale A. Cardarelli di Napoli. Con una laurea conseguita con 110 e lode ha un curriculum veramente impressionante con molteplici pagine ricche di esperienza e titoli accademici. Ne citiamo solo alcuni: vincitrice di titolo accademico per cardiopatie congenite neonatali, dirigente medico di primo livello al Moscati di Aversa, e a Santa Maria Capua Vetere, vincitrice del corso regionale di emergenza territoriale 118, professore di geriatria prima alla Sun e poi alla Federico II, nonché autrice di molteplici pubblicazioni scientifiche. Un nome quello della dottoressa Ciaburri che davvero riempie di orgoglio tutto il club.

Non da meno è il marito, il secondo dirigente, dott. Raffaele Flavio Libetta, specialista in Chirurgia, attualmente Dirigente Medico presso il pronto soccorso e Medicina d’urgenza all’ospedale “Moscati” di Aversa. Anche lui con un curriculum di tutto rispetto: laureato in Medicina e Chirurgia, nel 1986 ed iscritto all’ordine dei Medici della provincia di Caserta. Specializzato in Chirurgia generale presso l’università di Napoli “Federico II”, dal 1995 è Medico di guardia traumatologica impianti di sci presso USL Aosta fino al 1992. Medico di guardia nella casa circondariale femminile di Caserta fino al 1991 e Medico di emergenza sanitaria presso ASL di Caserta. E a tutt’oggi dirigente medico all’ospedale “Moscati” di Aversa. Un “duetto” medico, questa coppia a dir poco sorprendente che davvero rende ancora più prestigioso il già illustre parterre della Volalto 2.0 Caserta. Intervistati i neo dirigenti medici Volalto 2.0 ci tengono a sottolineare che sono felicissimi di ricoprire questo nuovo incarico prima di tutto per l’amicizia profonda e personale che li lega alla famiglia Turco e poi per la grande passione per la pallavolo della loro figlia Carlotta, grande tifosa Volalto 2.0. L’intera Volalto 2.0 Caserta dà, quindi, il più caloroso benvenuto a questa coppia di luminari della medicina campana.

Ufficio Stampa Golden Tulip Volalto 2.0


Per cinque giorni Gubbio sarà la capitale del Medioevo


(Alessandro Chiocchia) – Per cinque giorni, dal 26 al 30 settembre, Gubbio in provincia di Perugia sarà la capitale italiana ed europea dell’Età di Mezzo, grazie alla quarta edizione del Festival del Medioevo. Ideato e diretto dal giornalista Federico Fioravanti, e realizzato dall’Associazione Culturale Festival del Medioevo in collaborazione con il Comune di Gubbio, il Festival del Medioevo è un grande evento culturale, colto e insieme popolare, incentrato sulla divulgazione storica. Ogni anno il festival coinvolge intorno a un tema specifico un centinaio di storici, saggisti, filosofi, scrittori, registi, architetti e giornalisti, proponendo al pubblico lezioni di storia, “faccia a faccia”, focus e approfondimenti con l’obiettivo di far conoscere il Medioevo (andando oltre gli stereotipi e i luoghi comuni del quale è ancora gravato), non per soddisfare curiosità culturali fini a esse stesse bensì per capire meglio chi siamo adesso, perché «il Medioevo è la nostra giovinezza; è forse la nostra infanzia» (sono parole di Jacques Le Goff, uno dei medievisti più importanti e influenti del Ventesimo Secolo). Quest’anno il Festival del Medioevo si è aggiudicato la sesta edizione del Premio Francovich per la divulgazione della cultura del Medioevo italiano presso il grande pubblico; è la prima volta che questo prestigioso riconoscimento viene assegnato a una manifestazione e non a una singola personalità.

Il tema scelto per l’edizione 2018 è Barbari. La scoperta degli altri. Le cosiddette invasioni barbariche costituiscono uno dei “settori” più affascinanti degli studi del Medioevo: dai grandi spostamenti verso l’Europa di popolazioni “altre” che si verificarono a partire dalla fase terminale dell’Impero Romano d’Occidente nacquero non solo scontri feroci con le popolazioni autoctone ma anche incontri, confronti, scambi e commistioni culturali e commerciali, che furono terreno fertile per far attecchire le radici della futura Europa; basti pensare a quanto siano stati fondamentali per il futuro di noi europei, dal punto di vista storico-culturale, l’arrivo e l’insediamento dei Franchi nell’attuale Francia (era franco quel Carlo Magno che il giorno di Natale dell’800 fu incoronato primo imperatore del Sacro Romano Impero da papa Leone III), dei Normanni in Inghilterra, dei Longobardi in Italia e degli Arabi nei paesi del bacino del Mediterraneo.

In occasione del festival il Centro Santo Spirito ospiterà gli incontri e le conferenze (tutti gratuiti e a ingresso libero) di tanti importanti studiosi del Medioevo (a cominciare dai volti noti televisivi Alessandro Barbero e Franco Cardini), che si confronteranno con il pubblico sul tema della manifestazione. Ma il festival proporrà ai suoi visitatori anche molti eventi collaterali, come la Fiera del Libro Medievale, la mostra Un giorno nel Medioevo che racconta la vita quotidiana nelle città italiane dei secoli XI-XV, gli spettacoli e le dimostrazioni di volo libero di rapaci, le attività per i più piccoli (incontri, letture, animazioni e perfino il tiro con la balestra per bambini), i trekking letterari (camminate e letture d’autore con gli studenti del Polo Liceale Mazzatinti di Gubbio) e lo spettacolo teatrale Johan Padan a la descoverta de le Americhe, uno dei testi più belli e coinvolgenti di Dario Fo con l’interpretazione di Mario Pirovano, che di Fo è stato allievo e amico. Saranno presenti anche i ragazzi del blog satirico Feudalesimo e Libertà con il loro TG Feudale e la presentazione del loro gioco da tavolo, dal nome (vagamente inquietante) di 1347 – Il gioco della Peste Nera.

Per maggiori informazioni: http://www.festivaldelmedioevo.it.


Pd: sondaggio tra i politici dem, il più gradito è Nicola Zingaretti. Matteo Renzi è finito


(affaritaliani.it) – Quanto vale Matteo Renzi oggi? Presto detto: ha lo stesso peso dell’ ex montezemoliano Carlo Calenda, autoinvestitosi leader del Pd senza mai misurarsi con quella piccola cosa che si chiama consenso popolare. È il risultato di un sondaggio condotto dalla Izi, società specializzata in indagini di mercato, di cui il Fatto dà conto in anteprima, scrive il Fatto. Renzi, dunque, per il sondaggio dell’ Izi, raccoglie appena il 15,5 per cento, poco più del rampante Calenda, icona di quel Pd diventato partito della Ztl – votato solo nel centro storico e nei quartieri bene delle grandi città – e che adesso dovrebbe fare da partito guida delle élite (il Fronte Repubblicano) contro populismo e sovranismo.

E il primo? È il risultato più prevedibile. Nicola Zingaretti, naturalmente. Con il 28,6 per cento. Il governatore del Lazio si conferma come il principale candidato per derenzizzare il Pd.


Di Maio vuole il deficit al 2,8% come la Francia


FRANCIA, IN MANOVRA IL TAGLIO DELLE TASSE CON DEFICIT-PIL AL 2,8%

 

(Da www.lettera43.it) – Il governo francese prevede per l’anno prossimo un taglio delle tasse pari a 24,8 miliardi di euro, nel tentativo di dare impulso all’economia e creare più posti di lavoro. Per finanziare la misura, il deficit pubblico del Paese dovrebbe aumentare dal 2,6% del Pil di quest’anno al 2,8% l’anno prossimo, comunque sotto al 3%. Il ministro al Bilancio Gerald Darmanin ha presentato le misure per il 2019, basate su una previsione di crescita stimata all’1,7%. Nel dettaglio, le tasse sulle famiglie saranno ridotte di 6 miliardi di euro, quelle alle aziende di 18,8 miliardi. Tra le altre misure anticipate dal presidente c’è anche il reddito universale, contenuto nel piano anti povertà che avrebbe un costo di circa 8 miliardi.

MACRON IN CADUTA LIBERA NEI CONSENSI

Una finanziaria che, se confermata, potrebbe aiutare il presidente Macron, sceso nelle ultime settimane nei sondaggi d’opinione. Il leader francese, infatti, ha raggiunto un nuovo record negativo di popolarità dall’inizio del mandato, 16 mesi fa. Secondo uno studio Ifop pubblicato da Le Journal du Dimanche, il presidente è passato dal 34% di “soddisfatti” del suo operato in agosto al 29% di settembre. Il 70% si dice “scontento” dell’azione del capo dello stato, contro il 66% di agosto. Macron aveva raggiunto score eccezionali all’inizio del mandato, fra maggio e giugno 2017, con quote di popolarità comprese fra il 62 e il 64%.

Macron, reddito universale entro 2020

Una debàclé di popolarità che si riflette anche con i cortociruiti del suo governo, che ha già perso pezzi importanti. Dopo l’addio del ministro dell’Ambiente Nicolas Hulot, infatti, se ne è andato anche l’uomo da sempre più fidato di Macron, il ministro dell’Interno Gerard Collomb, tornato a candidarsi sindaco a Lione, città da lui governata dal 2001 al 2017. Ma il vero motivo delle sue dimmisioni è stato il dissidio ormai insanabile col presidente: «manca l’umiltà» è stata la critica del ministro.

DI MAIO: «IN FRANCIA DEFICIT AL 2,8%. FAREMO COME LORO, ANCHE NOI STATO SOVRANO»

 

(ilmessaggero.it) – «Le sanzioni per chi dichiara il falso sono pesantissime. Non ci sarà nessuna pietà per chi cerca di fregare lo Stato e gli altri cittadini. In ogni caso, i furbi non vanno premiati e infatti a fine settembre nel decreto fiscale verrà previsto il carcere per chi evade». Lo dice il vicepremier Luigi Di Maio, rispondendo su Instagram a una domanda sul rischio che i lavoratori in nero possano prendere il reddito di cittadinanza che il M5S vuole inserire nella prossima manovra.

SANITA’, VIA I DIRIGENTI POLITICIZZATI

«Ti garantisco che non ci saranno tagli ai servizi sanitari. Neppure un taglietto. La salute dei cittadini è la cosa più importante. Dobbiamo allontanare i dirigenti politicizzati, eliminare gli sprechi e fare nuove assunzioni», scrive Di Maio.

LA MANOVRA DEL POPOLO

La «manovra del popolo» che «aiuta gli ultimi e fa la guerra ai potenti». Così Luigi Di Maio ribattezza su Instagram la prossima legge di bilancio, annunciando che nel pomeriggio risponderà sul social alle domande dei follower. «Dentro – scrive – ci saranno il reddito di cittadinanza, il superamento della Fornero e i soldi per i truffati delle banche».

REDDITO DI CITTADINANZA

Il reddito di cittadinanza varrà «per i giovani che non hanno mai trovato» un lavoro ed anche «per quelli che pur lavorando guadagnano meno della soglia di povertà. Sembra assurdo ma questi ultimi i cosiddetti working poor, purtroppo sono sempre di più», continua il vicepremier Luigi Di Maio, rispondendo su Instagram alle domande dei follower in particolare proprio sul reddito di cittadinanza che il governo punta ad inserire nella prossima manovra.

“Noi stato sovrano”. «La Francia per finanziare la sua manovra economica farà un deficit del 2,8%. Siamo un Paese sovrano esattamente come la Francia. I soldi ci sono e si possono finalmente spendere a favore dei cittadini. In Italia come in Francia». Lo scrive in un Tweet il vicepremier e ministro Luigi Di Maio.


Vomero: di nuovo in azione le baby gang


Tra i residenti serpeggiano paura e delusione per lo stato d’abbandono del quartiere

 

“ Purtroppo con la ripresa delle attività, dopo la pausa estiva, al Vomero ci ritroviamo con i problemi di sempre, con una micro delinquenza e con le baby gang, ancora più agguerrite, come dimostra il grave episodio di sabato scorso con l’assalto vandalico, episodio non nuovo, avvenuto nella stazione Vanvitelli della metropolitana collinare, che ha seminato terrore e paura tra i passeggeri. Problemi che si vanno ad assommare a quelli generati dalla delinquenza organizzata, rendendo di fatto invivibile il quartiere collinare – afferma Capodanno – . Purtroppo i raid di questi giovinastri che vengono dalla periferia nei fine settimana, sovente utilizzando proprio il metrò collinare, continuano, senza che si riescano a porre argini. Un episodio, quello di sabato sera, di una gravità inaudita che ripropone anche il problema di modificare la legislazione circa la punibilità dei minorenni che, rispetto ad atteggiamenti che emulano palesemente quelli dei boss della camorra, andrebbero arrestati e tenuti nelle patrie galere e non riaccompagnati a casa, quando si riesce ad acciuffarsi, con al massimo una tirata d’orecchie “.

“ Adesso – continua amareggiato Capodanno – la vicenda per qualche giorno sarà alla ribalta delle cronache, per poi finire nel silenzio più assoluto senza che si assumano provvedimenti atti ad arginare questi frequenti episodi delinquenziali che vedono il Vomero aggredito da teppisti e balordi, sovente a caccia dello scontro e della rissa. A volte, come testimoniano episodi accaduti in un recente passato, anche armati di mazze e di coltelli “.

“ Eventi più o meno analoghi sono comunque all’ordine del giorno. Non solo, ma oramai i cittadini spaventati e sfiduciati, sbagliando, non denunciano neppure le numerose angherie alle quali sono soggetti – prosegue Capodanno -. Hanno paura, visto che ancora nel quartiere si ricorda il grave episodio, uno dei tanti, di un uomo che era andato a prelevare con la propria autovettura la figlia e che in piazza Vanvitelli fu pestato a sangue per aver chiesto garbatamente di spostare un motorino che ostruiva il passaggio dell’auto. L’uomo, malmenato dal branco che stazionava permanentemente nella piazza, sotto gli occhi atterriti della figlia, rimase diverso tempo ricoverato in ospedale e dovette subire l’asportazione della milza. Solo due dei delinquenti furono identificati e processati. Condannati, invece che lasciati a marcire nelle patrie galere, furono mandati agli arresti domiciliari “.

“ Il Vomero è da tempo il nuovo Bronx metropolitano, terra di nessuno, dove, specialmente in alcune ore del giorno, non vi è alcuna vigilanza. Al centro della piazza si può osservare una delle tante postazioni installate anni addietro nel quartiere per la videosorveglianza, ma nonostante ciò i raid vandalici continuano  – puntualizza Capodanno -. Da troppo tempo oramai non si riesce a porre un freno alla micro delinquenza ed alle baby gang, che invadono il quartiere collinare e che diventano sempre più arroganti di giorno in giorno a danno dei cittadini onesti. Al punto che più volte si sono alzate voci per chiedere provocatoriamente la chiusura del metrò collinare nei fine settimana al fine di evitare, almeno in quei giorni, l’assalto al quartiere da parte delle bande provenienti dalla periferia e dall’hinterland partenopeo “.

“ Da tempo immemore gli abitanti, i quali oramai il sabato e la domenica si chiudono in casa ed evitano di passeggiare per le strade del loro quartiere, auspicano che, in piazza Vanvitelli o nella limitrofa area pedonale, venga ripristinato  il servizio con il camper mobile della Polizia di Stato, effettuato per breve tempo e con ottimi risultati fino ad alcuni anni addietro, 24 ore su 24 – conclude Capodanno -. Inoltre occorre ripristinare le figure del poliziotto e del carabiniere di prossimità, che sono scompare da un poco di tempo a questa parte. Purtroppo fino ad oggi tutti gli appelli rivolti al riguardo sono rimasti inascoltati. Sicché, in mancanza di adeguati provvedimenti, l’unica legge che continua a governare il quartiere Vomero, purtroppo in agonia, pare che sia quella imposta dalla micro e dalla macrodelinquenza “.

Sulla grave situazione della sicurezza al Vomero, testimoniata anche dalle ultime vicende, Capodanno chiede un’apposita riunione del Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico al fine, in particolare, di porre un argine al fenomeno, in forte espansione, della presenza delle baby gang.


Roma: “Buskers In Town” a Centocelle la V edizione tra fuoco, danza, teatro, musica e clownerie


La magia del busker torna a Centocelle

27, 28 e 29 SETTEMBRE L’ARTE DI STRADA ARRIVA IN PERIFERIA A ROMA
tra giocolieri, acrobati, clown e teatro, danza e musica

Piazza dei Mirti e Piazza delle Gardenie
Ore 17 -19 laboratori di arte circense – Ore 21 inizio spettacoli

 

Torna per il quinto anno consecutivo Buskers In Town, il primo festival buskers metropolitano che, dal 2017 e per altri due anni, vedrà nel quartiere Centocelle il palcoscenico ideale per l’arte di strada in tutte le sue declinazioni.

Attraverso Buskers In Town lo spettatore vivrà un’esperienza magica e stimolante, accompagnato in un percorso sensoriale di spettacoli capace di coinvolgere ogni tipologia di pubblico, dagli adulti ai bambini senza distinzione, per tre giornate all’insegna della socialità.

L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Procult ed è parte del programma dell’Estate Romana promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e realizzata in collaborazione con SIAE

Tra gli ospiti dei tre giorni di festival gli spettacoli circensi di Compagnia Tau, Filippo Brunetti, Piero Ricciardi, Godiè e le performances di fuoco di Lucignolo & Giulian Giuliana in Luna Rossa, Giodì. Per il teatro la compagnia Rossella Pugliese in “Rusina”, mentre tra le performances musicali si esibiranno i Mannaggia al Cardinale, No Funny Staff, Andrea Siecola, Harry Piccirillo. Oltre a spettacoli di acrobatica aerea con Squilibri e di trapezio aereo con Follow the Sun, Federica Fattori presenterà il suo spettacolo di giocoleria, mentre per la danza si esibiranno Imago Impeti e la Compagnia Ocram Dance Movement.

A fare da cornice in programma anche performances di arti visive con Cristiano Quagliozzi, Moby Dick, Davide Cocozza, Antonino Perrotta, e un’esposizione di artigianato artistico.

Buskers In Town è un Festival Buskers nato a Roma nel 2014 e organizzato dall’Associazione Culturale Procult con la direzione artistica di Peppe Casa che dallo scorso anno è diventato itinerante in diverse città Italiane. Buskers in Town è un format a disposizione dei piccoli centri storici italiani per realizzare uno spettacolo di qualità anche in contesti logisticamente difficili.

Buskers in Town si pone l’obiettivo di diventare un laboratorio permanente per l’arte di strada destinato a ripetersi negli anni nelle città dove sarà realizzato. Forte dell’esperienza maturata con i festival di TolfArte, Carpineto Romano Buskers Festival, Arte In Strada a Mirabello e grazie alla direzione artistica di ScuderieMArteLive, con Buskers in Town l’”arte DI strada” diventa “arte IN strada” evolvendosi grazie alla qualità e quantità artistica dell’offerta di spettacolo proposta, che può spaziare tra fire performance, danza e acrobatica, giocoleria, contorsionismo, equilibrismo, teatro e arti visive, sempre accompagnata dalla giusta musica da strada, dal cantautoriato al folk, dal popolare alla street band, a cui si aggiungono i laboratori didattici dedicati ai bambini, momenti di gioco e libera creatività studiati per stimolare la crescita, l’istinto e la personalità.

Sul sito www.buskersintown.it è in corso la call for artists per partecipare negli spazi off del festival mentre su www.martefundng.org è possibile sostenere economicamente la crescita del festival attraverso la campagna di crowdfunding.

Media partner dell’iniziativa: MArteMagazine, Centocelle Urban MAG

 

In collaborazione con

 

PROGRAMMA – BUSKERS IN TOWN 2018

 

27 settembre

Ore 16.00 /ore 19.00 – Piazza dei Mirti

Laboratorio di Clown con Diego Grimaldi

 

Dalle ore 21.00 – Piazza dei Mirti:

A.S.M.A. Poesia (Spettacolo di letteratura dal vivo)

Godié In Scacciacrisi (Spettacolo di Teatro Circo)

Uscite d’emergenza (Spettacolo di danza)

L’Onironauta di e con Filippo Brunetti (spettacolo onirico di teatro circo)

Harry Piccirillo (Spettacolo di Musica)

Dalle ore 21.00 – Piazzale delle Gardenie:

Imago Impeti (Spettacolo di Danza)

Compagnia al Pian terreno (Spettacolo di musica e acrobatica)

Piero Ricciardi  (Spettacolo di Circo)

Donatiello (Spettacolo di Musica)

Luna Rossa di e con Lucignolo e Giulian Giuliana (Spettacolo di acrobatica aerea e fuoco)

Giodì (Spettacolo di Fuoco)

 

28 settembre

Dalle ore 16.00 /ore 19.00 – Piazza dei Mirti

Laboratorio Scuola Bigup

 

Dalle ore 21.00 – Piazza dei Mirti:

Compagnia Tau ( Spettacolo di Circo)

Compagnia Energheia (Spettacolo di Danza)

Rossella Pugliese in “Rusina” (Spettacolo di Teatro)  

Filuccio e Fattacci  (Spettacolo di Musica)

 

Dalle ore 21.00 – Piazzale delle Gardenie:

Warner (Spettacolo di Giocoleria)

Compagnia al Pian terreno (Spettacolo di musica e acrobatica)

Luna Rossa di e con Lucignolo e Giulian Giuliana (Spettacolo di acrobatica aerea e fuoco)

Mirkaccio (Spettacolo di Musica, teatro e varietà)

Compagnia Duo Esperanto presentano “Il canto della ruta”(spettacolo di fuoco)

Suzi3 (Spettacolo di musica)

 

 

29 settembre

 

Dalle ore 16.00 /ore 19.00 – Piazza dei Mirti

Laboratorio Scuola Bigup

Laboratorio di Bastone con Paolo Rosario Mele

 

Dalle ore 19.00  – “Lo schiaccianoci e il re dei topi “ spettacolo teatrale a cura della compagnia Teatro Macondo.

 

Dalle ore 21.00 – Piazza dei Mirti:

Compagnia Circo Squilibrato (Spettacolo di Circo)

No Funny staff (Spettacolo di musica)

Chien Barbu Mal Rasè (Spettacolo di teatro Circo)

Mannaggia al Cardinale (Spettacolo di musica)

 

 

Dalle ore 21.00 – Piazzale delle Gardenie:

Compagnia Tau ( Teatro Circo )

Ocram Dance Movement di MArco Laudani (spettacolo di danza)

Follow the Sun (Spettacolo di trapezio aereo)

Compagnia Tau ( Teatro circo)

CHien Barbu Mal Rasè (Spettacolo di teatro Circo)

Lucignolo e Il Fuoco (Spettacolo di fuoco)

Andrea Siecola (Spettacolo di musica)

Swing&Soda (Spettacolo di musica)

 

A fare da cornice in programma anche performances di arti visive con Cristiano

Quagliozzi, Moby Dick, Cocozza Davide, Antonino Perrotta, e un’esposizione di artigianato artistico.

 

Per maggiori info:

www.buskersintown.it  – www.facebook.com/buskersintown

twitter.com/hashtag/buskersintown –  www.instagram.com/buskersintown